
Ho sognato di un giorno, dove le lettere volavano via dalle pagine dei libri, ogni paragrafo, capitolo e copertina era vuota e misera, nelle strade c'erano cartelloni pubblicitari senza valore, i giornali non parlavano più, le lettere erano messaggi vuoti, rimaneva solo specchiarsi in una pagina bianca.
Anche i numeri seguirono il destino delle lettere, stanchi d'essere divisi, addizionati, moltiplicati e contati, iniziarono a sommarsi, creando un numero infinito, questo, iniziò a volare sopra le nostre teste, fino ad affondare nel cielo, per raggiungere le stelle, e ritornare a mescolarsi tra le polveri delle comete, per dormire per anni luce.
I vecchi non raccontavano più le storie a i bambini, i bambini a scuola, non imparavano più a leggere e scrivere, le storie iniziavano a morire, come alberi che invecchiano con gli anni.
Nessuno scriveva più il proprio nome, e la storia non li conosceva, non c'erano uomini immortali, ognuno era incatenato alle catene della propria esistenza.
Vedevo il mare, c'era un vecchio sulla spiaggia che giocava con la sabbia, non era importante la sua età, e non era importante che io ero giovane, entrambi conoscevamo il mondo allo stesso modo, assolutamente niente. Cantava una canzone che faceva:
"Ho visto Dio scappare...
Quando con il mondo smise di giocare...
In balia solo delle scienza...
Il nuovo credo si chiama coscienza...
L'ultima condanna per noi mortali...
E' quella di diventare tutti uguali..."
E improvvisamente mi ricordai che la matematica è universale, che nel disegno, c'è il segno come il simbolo, mi resi conto che le lettere come i numeri, non erano mai scomparse, ma erano sempre state davanti a noi. Mi chiedevo se veramente stavo sognando, se un sogno poteva durare più della vita, e che differenza ci fosse, il vecchio sentendomi si voltò verso di me e mi rispose:
"Che differenza c'è in fin dei conti tra la vita e i sogni?
In entrambi i casi, abbiamo gli occhi chiusi, e siamo là in mezzo a tanti, un po' da protagonisti un po' da registi, gettati nel mondo per cambiare le cose, ma il finale è lo stesso per tutti...
Un risveglio...
E poi il buio".
Racconto scritto da Marco


Nessun commento:
Posta un commento