domenica 2 maggio 2010

ALL'OMBRA DEL CINNAMOMO

Immobile sotto i rami del cinnamomo, ho trascorso questi ultimi giorni.
L’acqua del lago riluceva al riverbero del sole morente. Ho aperto il mio ombrello per ripararmi dai raggi dell’astro del mattino e dalle lacrime del cielo.
Un pittore ha dipinto le mie labbra vermiglie e impresso le mie forme sulla sua tela. Un poeta ha composto per me delicati haiku sotto la luce di mille stelle.
Continuavo a domandarmi dove fossi. Mi avevi forse dimenticato?
Ogni notte ho atteso sotto quest’albero, sperando di vederti comparire all’orizzonte. Non mangio più, non dormo più. Attendo solo te.
Rammenti quando c’incontrammo la prima volta? Allora ero solo una bambina, una timida maiko*. Entrasti in casa senza alcun rumore, simile a un’ombra che scivola sui muri. Posasti il tuo sguardo su di me solo per un istante, prima di dirigerti nella stanza accanto. Ti riconobbi e la tua presenza lasciò un segno indelebile nella mia anima. Trascorsero lunghi, interminabili lustri; la mia sterile vita si era popolata da danze, ventagli e sgargianti kimono. C’incontrammo ancora, in un rigido mattino d’inverno. Mi passasti accanto e mi voltai a guardarti. Ti fermasti e per un istante pensai che fossi lì per me. Non distolsi lo sguardo dai tuoi occhi e attesi di scivolare tra le tue braccia. Ma tu, riprendendo il tuo cammino, non mi prendesti con te.
I miei occhi sono aridi, il mio volto è una maschera tragica nel silenzio di questo paesaggio. Non ho fatto che attenderti per tutti questi anni, effimera speranza di totale abbandono.
Ho udito una musica lieve e il mio cuore ha perso un battito. Sei tu, sei venuto a prendermi. Mi volto e ti vedo, splendido dio dalle ali lucenti. Il tempo si è fermato, stavolta per sempre. Osservo il mio corpo giacere immobile ai piedi del lago, il viso sorridente all’ombra del cinnamomo.
Mi prendi per mano e mi porti con te.

*apprendista geisha.


Racconto scritto da Roberta.

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