
L'UOMO DALLA FACCIA RISUCCHIATA
Quando Ramèk ed io ci svegliammo, era già sera. Il buio sovvrastava il quartiere, l'illuminazione era data solo dai fuochi dei combattimenti aerei in cielo. Faceva meno freddo rispetto al pomeriggio appena trascorso, ma una nebbia densa e spettrale, ora avvolgeva tutto il panorama. Il marciapiede emanava un fortissimo odore acre di cacca di cane; Ramèk era più fortunato di me ed addirittura la stava assaporando: qualche cane gliela doveva aver fatta sul suo brutto muso, mentre dormivamo, ed ora si dimenava come un ossesso in preda al panico. Ma che razza di padroni di cani mascalzoni che ci sono al mondo! Lo sanno tutti che la cacca dei cani non va sprecata così, su Ramèk poi. Ci si può ricavare dell'ottimo concime per le piante oppure degli splendidi scherzi di Carnevale. Comunque anche se fortemente preso da queste mie profonde riflessioni, decisi di prestare soccorso al mio miglior amico. Gli suggerii di calmarsi e limitarsi ad assaporare la cacca molto lentamente..così facendo gli sarebbe rimasta in bocca senza correre il rischio di un ingerimento. Ramèk seguì il mio consiglio ed incominciò a schioccare le labbra. Dopo un pò decisi di passare ad un piano B, in quanto il primo non stava dando grandi risultati. Così mi diressi verso la piazzola di fronte alla gelateria Giolitti Ice Cream, per prendere un pò d'acqua dalla fontanella. La nebbia era diventata ancor più fitta e spettrale ed improvvisamente mentre assaporavo tranquillamente l'acqua pulita e cristallina della fontanella non curante del fatto che il mio amico avesse della cacca di cane in bocca, vidi una sagoma anonima ed allungata alzarsi dalla panchina più lontana della piazzola. Qualcosa o qualcuno stava venendo verso di me. Quando fu davanti ai miei occhi lo strano essere mi diede la mano per salutarmi; era un uomo, ma la sua faccia…non c'era! o meglio, era allungata e stretta e finiva in un piccolo orifizio perfettamente tondo, che doveva essere la bocca. Aveva come la forma di un enorme palloncino ancora da gonfiare. Presi coraggio:
-Ciao. Chi sei?
-Ciao piccolino, io sono Igor l'uomo dalla faccia risucchiata. Tu come ti chiami?
-Mi chiamo Leo...uao..l'uomo dalla faccia risucchiata..
-Si ma vedi la gente mi chiama così, ma io ho un nome. Mi chiamo Igor.
-Ah, ok. Senti uomo con la faccia risucchiata, come mai hai la faccia risucchiata?
-Igor, il mio nome è Igor. Beh vedi piccolino, quando iniziò questa guerra io ero un uomo normale, come tutti, facevo il netturbino proprio in questa piazza. Ora ci vengo di rado, solo quando fa più freddo e cala la nebbia.
-Ho capito..e cosa ti è successo uomo dalla faccia risucchiata?
-Igor..mi chiamo Igor. Ero di turno quel giorno, faceva caldo. Gli alieni erano appena arrivati e da qualche settimana se ne stavano lì, sospesi con la loro gigantesca nave, nel cielo, senza far niente. Noi umani avevamo deciso di stare ad aspettare, comunque non potevamo fare altro. Regnava ancora la pace ed i bambini non venivano arruolati. Poi improvvisamente, mentre spazzavo per bene questa strada, dall'alto cadde uno strano marchingegno, molto piccolo. Lo spazzai subito via con la mia scopa ma, non ebbi il tempo di voltarmi che da quel piccolo coso fuoriuscirono ben venti tentacoli marroncini dall’aspetto viscido e dalla parte superiore, una grossa testa a fungo gelatinosa con altrettanti occhi. Fui il primo a vedere un alieno di persona e lui era il primo extra-terrestre ad approdare sulla Terra. Una specie di messaggero. Mi si avvicinò e mi disse "Umano, ti perdono per la scopata di prima. Ora guarda." Si avvicinò ancora, poi la sua testa si illuminò e delle scene, come in un film, cominciarono a proiettarsi sotto forma di ologrammi, sul muro di fronte a me. C'ero io in quelle scene, mi vedevo sorseggiare Martini al bordo di un enorme piscina in un enorme villa. In un altra, c'ero sempre io con 30 ragazze bellissime in bikini in un enorme vasca idromassaggio. Sospirai e pensai a quel cesso di mia moglie e a quel cesso di monolocale in cui vivevamo. Certo sarebbe stato bello..troppo bello per essere vero così pensai che l'alieno mi stesse soltanto ingannando per poi prendermi di sorpresa e chissà, magari uccidermi. Presi la mia scopa e cominciai a suonargliele di santa ragione a quel maledetto alieno. Lui poi si ritirò completamente nel marchingegno e cominciò a risalire verso il cielo tuonando: "Umano, hai rifiutato le offerte che la mia razza poteva regalare a te ed a tutti gli uomini di questo mondo. Siete una specie stupida e incolta. Ero stato incaricato di portare questo messaggio di pace e ricchezza per tutti voi, ed ecco come sono stato ripagato. A presto." L'alieno sparì del tutto nel cielo ed io sentii un dolore atroce in viso. La mia faccia era stata risucchiata, come punizione. Poi scoppiò la guerra.
-Uao! che storia fica! ma quindi è per colpa tua, uomo con la faccia risucchiata, che tutti quei bambini africani oggi muoiono..
-Igor. I-gor. Beh vedi piccoletto, non mi sento poi tanto in colpa. Forse quell'alieno mi stava davvero ingannando, forse ci avrebbero conquistato lo stesso, magari più facilmente, visto che noi saremmo stati presi dai nostri vizi e dalle nostre ricchezze. Ci avrebbero indebolito per poi attaccarci. In un certo senso, anzi, mi sento una specie di patriota. Per quanto riguarda i bimbi africani, beh sarebbero comunque morti di fame.
-Già. Senti uomo dalla faccia risucchiata io ed il mio amico Ramèk vorremmo morire. Ci annoiamo a morte, così abbiamo deciso di toglierci la vita. Fico vero? Però non riusciamo a metterci d'accordo sul "come" morire. Stavamo pensando di arruolarci, solo che per noi bambini occidentali è difficilissimo. Forse il mio amico è un po’ più avvantaggiato essendo di origini indiane. Sei il primo a cui diciamo questa cosa, sai è un segreto! Mi raccomando non dirlo a nessuno che se mia madre lo venisse a scoprire non mi farebbe più uscir di casa.
-Tranquillo Leo il vostro segreto è al sicuro con me..beh vedi, morire è complicato. Prendi me ad esempio, dovevo essere il primo a morire quando conobbi quell'alieno e lo presi a mazzate in testa. Invece sono ancora qui, dopo due anni. Certo ho la faccia risucchiata, ho perso il lavoro gli amici e mia moglie mi ha lasciato, ma sono vivo. La morte è una storia lunga.
-Ho capito. Uomo dalla faccia risucchiata, io ora torna dal mio amico Ramèk, che ha della cacca di cane in bocca. Ciao uomo con la faccia risucchiata.
-Igor maledizione. Igor! Igor! Non è difficile. I-G-O-R...IGOR.
Storia scritta da Giovanni Sansone


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