mercoledì 5 maggio 2010

PENSIERO DI UNO

Su un mezzo pubblico possiamo trovare storie di vita che durano appena una fermata di autobus.
Uno è uno dei tanti che prende l'auto fa tardi e pensa:
-Cinque fermate cazzo! cinque fermate ha fatto da quando ho preso l'autobus! e questo che si fissa? adesso ti guardo finché non distogli lo sguardo... ecco così va meglio... e ricomincia! ... ma quante cazzo di Smart ci stanno a Roma? scommetto che non arrivo a contare fino a trenta senza vederne una... uno, due tre quattro cinque sei sette... uno due tre quattro...uno due tre quattro cinque sei... quando c'era la partita di calcetto? sabato? giovedì? giovedì!
Sale un anziana, Uno sa che se la guarderà negli occhi, finirà per concedergli il posto a sedere chiedendogli di accomodarsi, e sa anche che la vecchina non le dirà di no, evita gli spessi occhiali tondi dell'anziana signora con abile ingenuità, e riprende a pensare:
-Tanto non ti apre davanti, si sale al centro, la gente ancora non ci arriva... otto nove dieci undici...uno due tre... chi mi chiama adesso? no non è il mio...ma perché abbiamo tutti questa suoneria? sempre meglio delle suonerie che fanno in pubblicità su Italia uno! il topo, l'elefante, l'anatra, che animale c'era poi? otto nove dieci...
Poi però qualcosa va storto, e Uno si trova più vicini gli occhi dell'anziana:
-Si vuole mettere seduta signora?
-Ho grazie...
-Prego non c'è di che...
Mentre abbandona sconfitto il campo da gioco, con un falso sorriso televisivo:
-Rompi palle che non sei altro!
Dice ad alta voce ma dentro di sé e continua:
- Uno due tre quattro cinque... vediamo dove siamo arrivati? Smart bianca bella questa! mi devo tagliare i capelli, e questa estate mi faccio il tatuaggio!... che caldo, è uscito Iron man 2!, manca una fermata, qualcuno si diverte ancora a premere in continuazione il bottone della fermata, guardano me, mica penserete che sono stato io è quello in fondo! meno male un altro verde!
Poi solo dopo essersi accertato che la persona che ostacola la sua uscita dal mezzo chiede:
-Scusi scende alla prossima?
-No prego.
Perché Uno ormai conosce bene quando qualcuno deve scendere dall'autobus o rimanerci, e mentre arriva la sua fermata, un plotone di turisti giapponesi attaccano l'entrata dove sta scendendo lui, lasciati alle spalle i sapori di oriente respira rincuorato, dimenticandosi volontariamente di guardare l'orologio, che gli avrebbe ricordato i minuti di ritardo, e sopratutto si dimentica di guardare la fermata dell'autobus, che scoprirà presto non essere quella giusta.

racconto di Marco Arnoldi

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