Che cazzo de freddo,famme accende na sigaretta. Ste teste de cazzo..lo sanno che odio quando me fanno aspettà." Bella Gianlù". "Bella un cazzo!sono tre ore che v'aspetto e se crepa dar fred..". "Dai su,falla finita pe du minuti". "Che?! è dalle dieci che sto qua!". "E dai Gianlù,su.". "Ah Gianlù, ma lo sai chi è morto?". "Oddio no!chi??". "Sto cazzo!!". I miei due compari si allontanano sfuggendo facilmente ai miei calci volanti che cercano di colpire le loro brutte e pelose natiche..ma li mortacci loro, me pigliano pure per il culo. Comunque con la mia punto gialla con fiancata rigata arriviamo alla festa; cioe' ci imbuchiamo a casa de una. Una bellissima villa appena fuori Roma. Io non ho voglia nè di conoscere gente nè ragazze, però mi siedo su un divano vicino ad una biondina niente male; ed ecco immediatamente spuntare,come per magia, i miei due carissimi amci. Me la devono far pagare per una storia vecchia..ed io ce devo stà. Il primo attacca"A Gianlù certo che l'altra sera non ti sei regolato; quella povera pischella..dopo che te la sei fatta..accannarla così sulla tangenziale". Naturalmente il tono delle loro voci è 'casualmente' molto alto. Il secondo contrattacca "Si infatti Gianlù.Ma che t'aveva fatto poverina? ma poi siamo sicuri che era una ragazza? dì la verità eh..era na mignotta! o un trans!". La biondina niente male si limita a guardarmi disgustata e a lavarmi accidentalmente la faccia con il suo cocktail. Basta! è ora di reagire; mi dirigo verso il tavolo degli alcolici e me scolo tutto. Due occhiate al soffitto poi al lampadario ed infine ai culi delle donne formose di qualche cazzo di Caravaggio de noantri, raffigurate nei quadri della stanza e sono ufficialamente brillo,tendente all'ubriaco. Ritorno euforico dai miei due compari "Daje ragà,famo festa,spaccamo tuttoooo.." uno dei due,non capisco quale,me tira na pizza allucinante,quasi allucinogena in faccia e me fà "A scemo riprenditi. Se ne stamo annà via..è sparita la macchina de uno e hanno chiamato le guardie.". A grandi spintoni e cazzoti sulla schiena i due me catapultano fuori nell'enorme giardino con piscina della villa; però c'è qualcosa che non mi torna. Improvvisamente le mie pupille si dilatano e comincio ad urlare come un disperato "Ao!ao,aoooo la macchina!la macchinaa!dò cazzo stà la macchina miaaa!?..". Nel panico piu' totale comincio a girarmi tutto il giardino con un mio personale sottofondo composto da innumerovoli e smisurate imprecazioni contro Nostro Signore, quando improvvisamente, alle mie spalle, sento i miei due carissimi amici emettere grasse risate. Mi volto: uno dei due sventola le chiavi della mia punto gialla "A pezzi de merda dò me l'avete messa,a stronzi..". I due scappano ma la mia vescica è troppo piena per cominciare un inseguimento: la piscina chiama. Naturalmente il furto d'auto era tutta na scusa pe famme uscì qua fori,penso,mentre comincio ad innaffiare l'acqua celestina dall'odor di cloro della piscina. Eseguo il gesto con molta spensieratezza e felicità..nonstante tutto. Ma ecco! è in quel preciso istante che abbasso lo sguardo e mi accorgo che la chiazza gialla nella piscina sotto di me,non è il frutto dei miei scarti fisiologici appena prodotti, ma la testa della biondina niente male del divano. Si era comodamente spogliata ed ora praticava sesso acquatico con un tizio..insomma,era lei che stavo innaffiando. Naturalmente il fortunato tizio non ci mette molto ad uscire dalla piscina con intenzioni alquanto serie di linciarmi, mentre io mi do alla fuga con i jeans calati e dei boxer orrendi,per colpa de mi madre che non aveva avuto tempo de lavà quelli boni. Tutto ciò, mentre i miei due carissimi amici,si gustano avidamente la scena finale.
Racconto scritto da Giovanni Sansone
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