Paradiso, San Pietro si presenta nello studio di Dio per discutere sulla scelta del passaggio delle anime, Pietro accomodandosi nella comode poltrone celestiali e iniziando a parlare "adesso basta ne ho viste davvero troppe! ora in paradiso accettiamo porci e cani! ora anche gli emo! ma che cavolo sono gli emo!?", Dio dando le spalle al santo scrutando il lontano orizzonte, risponde con voce calma e profonda "calmati Pietro, non puoi parlarmi cosi, non fare il bigotto e rispetta il tuo ruolo", Pietro si alza di colpo mettendosi a gironzolare fissando il pavimento davanti all'onnipotente, "insomma, ma dico, li hai visti? gli uomini sembrano donne!, le donne hanno dell'uomo! con quei capelli davanti gli occhi, magri curvi e ossuti, fanno quasi impressione! Lazzaro era fresco come una rosa al loro confronto!", Dio "è solo un’ altra moda, non c'è da preoccuparsi...", Pietro "e se decidessi di non farli entrare? come portiere, avrò il diritto di mantenere la decenza qui dentro no?", rimanendo immobile con le braccia aperte, Dio facendosi più grosso, "non usare quel tono con me! tu sei solo un portiere, e se ti dico che quei corvi entrano, entrano chiaro!", puntando il dito verso il suo sottoposto a ogni frase, Pietro dirigendosi triste verso la porta come quando Adamo ed Eva vennero licenziati, "ma che gli prendi a questi giovani?, forse sarà meglio che mi prenda un periodo di pausa...", mormorò tra se e se, alzando le spalle, Dio "tu prenditi un periodo di pausa e ti rimpiazzo! e l'ultimo posto rimasto è come bagarino nei concerti dell'inferno!", Pietro "e va bene e va bene! il reggi chiavi torna al suo lavoro, che lei sia sempre venerato grande capo!", rispose con l'ultimo goccio di sfrontataggine rimastogli, prima di uscire sbattendo la porta, mentre Dio ritorna sulla sua comoda poltrona, e si rimette a posto la cravatta.
Racconto scritto da Marco
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