giovedì 1 luglio 2010

SOGNO INFERNALE




Ho visto lacrime graffiarti il volto, sotto la luna, mentre sedevi su scale di pietra antica. Ti ho vista vomitare, mentre fuggivi dalle mie braccia, per il disgusto ed il disprezzo che nutriva nei tuoi confronti un altro come me. Era al mio posto tempi addietro ed ora vedendo usurpato il suo posto ti accusava di alto tradimento; era come se la gelosia e la follia avessero completamente preso il sopravvento trasformandolo in una bestia immonda, trasfigurandolo nel fisico e nella mente: i suoi occhi e la sua lingua sputavano fiamme su di me e veleno su di te. Non mi sorpresi: io, al suo posto, avrei reagito nello stesso identico modo. Come si poteva non sconfinare nell’irrazionalità con te amor mio vedendoti tra le brame di un altro?? Eppure il poveretto non suscitò solo pena dentro di me, ma anche una tremenda paura. In seguito ti ho aspettata per ore vagabondando in terra a me nemica, solo per un unico bacio fuggente. Sbagliando, o forse no, ti ho creduta diversa da tutti quanti gli altri, ma poi ho sentito la tua voce, qualche sera dopo, cantare la stessa canzone che tutti cantavano; dopo tutto quella era la tua gente mentre io ero solo un estraneo che si doveva nascondere, stando attento a non farsi scoprire, non appartenevo a quel mondo. Nonostante stessi con te, mio angelo nero, e sapendo che rivelandoti i miei tradimenti materiali ti avrei potuta perdere per sempre, una notte, preso dai forti sensi di colpa mentre ti baciavo, ti confessai i miei peccati carnali con creature inferiori della mia razza. Tu mi perdonasti, come solo un Dio può, nei confronti di un insulsa vita mortale, ma la storia, la nostra soria, aveva ormai fatto il suo corso. In una delle ultime sere d'estate, mentre ero davanti al mio specchio che rifletteva solo i miei capricci e i miei tormenti, una nuvola rossa in un cielo nero ed eterno mi portava il tuo messaggio: senza ne un ultimo bacio ne un ultimo sguardo, tu mi stavi lasciando. Per sempre. Poi venne la notte, quella più buia e profonda. Al mattino seguente mi accorsi che alcuni diavoli minori mi avevano portato nel Limbo; ora stava a me decidere tra la redenzione o la caduta. Ma il tempo si era fermato nel mio corpo come nella mia mente, ed il mio cuore troppo misero e dannato per sopportare un dolore tanto immenso. Quei maledetti avevano puntato su un cavallo vincente: acconsentii e regalai loro la mia già deturpata anima, forse non ne avevo mai avuta veramente una. Allora comiciò la mia discesa. Iniziai a cadere sempre più giù inghiottito da eterne fiamme. Quanta corruzione e decadenza gustai per anni e anni! Tutto quello che volevo e che avevo chiesto, pur di non pensare per un solo istante a te e risvegliare il dolore lacerante del tuo ricordo. Le mie membra e la mia mente, non subivano danno alcuno da tutti quegli eccessi, insopportabili per qualsiasi altro uomo. Depravazione e disperazione in cui mi cullavo e di cui godevo eccitato e cieco: perenni orgasmi materiali nella mia eterna discesa che mi inghiottiva col suo vortice mostruoso. Poi un giorno smisi di cadere. Realizzai che i demoni non avevano fatto niente per me, mi avevano soltanto ingannato, sottraendomi la mia nera anima. Capii che ero sporco dentro, nel profondo del cuore, che pompava e riempiva le mie vene di male, di cenere e di fiamme, altri non ero che un involucro, un involucro senza né istini, né morale, né niente. Ero SEMPRE stato un essere corrotto e spregevole, dall'inizio. Solo l'amore, negato, per te, mi aveva reso un pò meno dannato, ma allo stesso tempo, mi aveva aperto le porte dell'inferno più crudo e remoto: ME STESSO. Aprii gli occhi, occhi nuovi di zecca, e capii che nessuno mi aveva portato da nessuna parte: tutto il male di cui mi ero prelibato e tutta la decadenza in cui avevo sguazzato in quegli anni, li avevo vissuti nello stesso luogo in cui ti avevo conosciuta ed amata, nello stesso posto in cui ti perdetti. Non un incubo, nè un eterna ed abominevole visione, ma un perpetuo e reale sogno infernale dal quale non mi sono mai più risvegliato.


Giovanni Sansone

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